Italia in pericolo?

Padre Flavio Ubodi, cappuccino, teologo esperto del caso Civitavecchia, parlando del futuro dell’Italia si esprime con toni forti in un’intervista per La Nuova Bussola Quotidiana (QUI).
I motivi per proseguire nella nostra Crociata del Rosario per l’Italia si intensificano e si fissano sempre più.

Continuiamo a chiedervi il coraggio e la generosità di aderire, sia a livello privato che con gruppi mensili: l’impegno pubblico e condiviso donerà più vigore ed efficacia alla nostra preghiera. Siamo sempre a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

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Restando al presente così delicato: la Madonna ha mai fatto riferimento all’Italia?

«A tale proposito la Vergine ha ammonito: “La vostra nazione è in pericolo… Consacratevi tutti a me, al mio Cuore Immacolato, e io proteggerò la vostra nazione» (messaggio del 19.9.1995). La Madonna parla di nazione, quindi con attenzione rivolta più al popolo che al Paese. La nostra nazione dal 1995 a oggi ha vissuto momenti molto difficili, ma penso che momenti ancora più difficili dovranno venire. La società italiana è oggi pervasa a diversi livelli da persone e correnti di pensiero fra loro anche molto eterogenee, ma unite nell’intento di distruggere le nostre radici cristiane, i valori di democrazia acquisiti con fatica, le tradizioni, la cultura. È “l’umanesimo cristiano” che è messo in crisi, cioè è la visione occidentale dell’uomo che viene aggredita e distrutta. La difesa di una nazione si attua, soprattutto, difendendo i valori che la caratterizzano, la cultura e una visione dell’uomo e dell’universo. Oggi persino alcuni vescovi sembrano aver perso questa consapevolezza o di avervi abdicato, pronti a rinunciare alle proprie tradizioni (anche al Vangelo?) in nome di una non ben precisa forma di “fratellanza”, “accoglienza”, “amicizia” coi cosiddetti lontani e diversi. Ma che cosa avremo da offrire di nostro se rinunciamo a essere ciò che siamo? Che dialogo possiamo imbastire senza un’identità precisa che ci dia contenuto? E siamo sicuri che ci possa essere fratellanza o amicizia autentiche con chi ci chiede di abiurare le nostre radici, ciò che noi siamo?».

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