ROSARIO PER L’ITALIA non vuole distinguersi per gesti particolari, deve solo diventare una preghiera incessante che sale a Maria dal popolo italiano, una preghiera semplice e ordinaria che rispetti gli usi locali della recita del S. Rosario.

Accanto all’impegno personale e quotidiano di preghiera, secondo le intenzioni generali che vogliamo proporre, ci sembra però importante curare la dimensione pubblica della preghiera, il suo essere strumento di civiltà, manifesto a tutti, vissuto negli spazi della cittadinanza con cadenza periodica.

Ecco le nostre motivazioni:

Il Rosario per l’Italia non è solo un evento devozionale, ma vuole proporsi anche come momento di apostolato missionario che si apre sul quotidiano del nostro Paese.

Un gesto culturale, per l’annuncio che esso dà sulle dimensioni della società nel suo insieme

Un gesto missionario, perché ognuno deve sentirsi portato ad invitare altre persone

Un gesto di carità, perché si prega per tutta la Nazione e perché testimoniare Cristo è la prima e più grande forma di carità che si possa fare a chiunque.

Preghiamo in piazza perché non possiamo più essere “cristiani di sacrestia” (Papa Francesco), perché occorre mettere in pubblico la fede con rinnovato vigore, perché la fede è anche un fatto pubblico e non solo privato, perché la libertà di religione non deve essere limitata alla sola libertà di culto. Inoltre la preghiera in pubblico ci aiuta a prendere miglior consapevolezza sulla nostra realtà, ci insegna a valutarla e ad accoglierla cristianamente tramite la presenza orante di chi recita il Rosario pubblicamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *